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Con la pubblicazione del Decreto del Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici n. 66 del 6 marzo 2026, che aggiorna la Circolare 633/2019/STC, i Laboratori Prove autorizzati nel Settore B sono chiamati a verificare con attenzione la propria organizzazione interna e la copertura delle certificazioni del personale tecnico.
L’aggiornamento normativo ha infatti precisato alcuni requisiti relativi all’organico minimo e alla qualificazione degli Sperimentatori, mentre la coesistenza tra UNI EN ISO 9712:2022 e UNI 11931:2024 richiede particolare attenzione nell’individuazione dello schema di certificazione applicabile alle diverse metodologie di prova.
La Circolare 633/STC prevede per ogni laboratorio autorizzato un organico minimo composto da:
Per il Direttore è richiesta una certificazione di competenza di Livello 3 nelle specifiche metodologie di prova oggetto dell’autorizzazione, mentre per gli Sperimentatori è richiesta una certificazione di Livello 2, rilasciata da un Organismo di Certificazione accreditato secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17024.
Il Decreto n. 66/2026 ha inoltre precisato i requisiti relativi alla qualificazione degli Sperimentatori, con indicazioni più puntuali in merito al titolo di studio e all’esperienza professionale documentata richiesta.
Uno degli aspetti che merita maggiore attenzione riguarda le prove classificate con la sigla CH, tra cui, per il Settore B, il prelievo di bulloni e di campioni di carpenteria.
Per queste prove, la certificazione di competenza non è prevista secondo la UNI EN ISO 9712, ma secondo la UNI 11931:2024, specifica per il personale tecnico addetto alle prove non distruttive nel campo dell’ingegneria civile e dei beni culturali e architettonici.
Un laboratorio che abbia quindi pianificato le certificazioni del proprio personale facendo riferimento esclusivamente allo schema UNI EN ISO 9712 potrebbe trovarsi con una copertura non completa per alcune delle metodologie previste dalla propria autorizzazione.
Un aspetto da verificare con particolare attenzione, considerando che eventuali carenze relative al personale e alle certificazioni di competenza possono avere conseguenze sul mantenimento dell’autorizzazione.
Per i laboratori autorizzati ai sensi dell’art. 59 del D.P.R. 380/2001 è quindi opportuno effettuare un controllo puntuale su tre aspetti principali:
Una verifica preventiva della documentazione permette di individuare eventuali lacune e intervenire prima che queste emergano durante una verifica ispettiva.
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Novatest può inoltre supportare i laboratori nella verifica preliminare della propria situazione documentale e organizzativa rispetto ai requisiti aggiornati della Circolare 633/STC.
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