• 24 Feb 2021
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Prove in situ: strumenti per il monitoraggio e acquisizione dati

Abbiamo avuto modo, in uno dei nostri primi approfondimenti, di sottolineare come il patrimonio infrastrutturale italiano versi in uno stato piuttosto allarmante di conservazione a causa della scarsa attività di manutenzione e controllo che è stata eseguita, sia sugli edifici storico-artistici e sia sul nuovo costruito dopo il grande boom edilizio degli anni ’60.
Quello del monitoraggio del costruito è un aspetto di grande importanza, sia per la comunità tecnica che le parti civili, visto che degrado e pessimo stato di conservazione si traducono anche in un livello di sicurezza basso per la collettività.

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Il tema è così cruciale che nell’ambito del quadro normativo delle Norme Tecniche per le Costruzioni sono stati stabiliti criteri univoci per la valutazione della sicurezza, per la progettazione, realizzazione e collaudo delle costruzioni esistenti, che non possono prescindere da quella che viene definita “Conoscenza della Struttura”.

Prove in situ e Livelli di Conoscenza

Il quadro normativo definisce anche i Livelli di Conoscenza della Struttura indicando con LC1, LC2, LC3, diversi livelli di conoscenza in merito a:

  • geometria;
  • dettagli strutturali;
  • proprietà dei materiali.

Con LC1 si indica un livello di conoscenza limitata: la geometria è nota dai disegni costruttivi ma non si hanno informazioni sufficienti su dettagli costruttivi e proprietà dei materiali.
Con LC2 si indica un livello di conoscenza adeguata: la geometria, i dettagli costruttivi e le proprietà dei materiali sono noti e disponibili in quantità sufficiente.
Con LC3 si indica un livello di conoscenza accurata: si dispone di informazioni esaustive su geometria, dettagli costruttivi e proprietà dei materiali.

La norma stabilisce i metodi di analisi (statici o dinamici) coerenti con il livello di conoscenza per la verifica della sicurezza e stabilisce anche che per raggiungere il livello di conoscenza prefissato si dovrà operare sulla base del materiale già disponibile, si dovranno effettuare prove in situ e indagini strutturali a seconda della tipologia della struttura.

Prove in situ: classificazione

Le prove in situ si classificano come:

  • prove in situ limitate: completano le informazioni sulle proprietà dei materiali disponibili dai disegni costruttivi e dai certificati originali di prova;
  • prove in situ estese: danno le informazioni che non sono disponibili da disegni costruttivi e dai certificati originali di prova;
  • prove in situ esaustive: servono a ottenere tutte le informazioni necessarie per raggiungere un livello di conoscenza della struttura accurato (LC3).

Prove in situ e Controlli Non Distruttivi

Il quadro normativo ammette l’integrazione di prove non distruttive per ottenere tutte le informazioni che non sono disponibili ma che sono necessarie per raggiungere il livello di conoscenza della struttura prefissato e verificarne lo stato di conservazione e il livello di sicurezza.

Prove in situ e sistemi per il monitoraggio e l’acquisizione dati

Attraverso l’esecuzione di prove in situ non distruttive funzionali alla tipologia della costruzione e al materiale in esame (calcestruzzo, muratura, roccia, legno…) è possibile acquisire dati sulle caratteristiche meccaniche, fisiche e chimiche dei materiali che costituiscono la struttura in esame e valutare lo stato di conservazione della struttura.

L’innovazione tecnologica mette a disposizione dei tecnici che operano nell’ambito delle prove non distruttive tutta la strumentazione necessaria per operare in efficienza e affidabilità, acquisendo e raccogliendo tutte le informazioni utili alla formulazione di una diagnosi strutturale.

Novatest affianca da anni i professionisti di questo settore mettendo a loro disposizione tutta la strumentazione utile al raggiungimento di obiettivi performanti; per questa ragione, vogliamo consigliarti 3 strumenti utili per il monitoraggio e l’acquisizione dati da utilizzare durante le tue prove in situ.

Prove in situ: Centralina NOVALog

La centralina NOVALog di Novatest è una centralina di acquisizione dati multiparametro per prove in situ fino a 18 canali, caratterizzata da estrema compattezza e versatilità di utilizzo.

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Prove in situ: Modulo NB IoT

NB IoT di Novatest è un sistema di monitoraggio autoalimentato con tecnologia 5G.

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Prove in situ: GEA SYSTEM

GEA SYSTEM di Novatest è un sistema di monitoraggio dinamico per la valutazione di danni strutturali e comfort abitativo. La soluzione completa per la misura e l’analisi delle vibrazioni delle strutture in ambito civile.

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In questo articolo abbiamo approfondito il tema del monitoraggio del costruito e il ruolo di cruciale importanza che hanno le prove in situ non distruttive per la diagnosi strutturale del patrimonio civile.
Se sei interessato a conoscere meglio strumenti e servizi che Novatest mette a disposizione dei professionisti del settore delle prove non distruttive, non esitare a contattarci tramite il form.

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