• 26 May 2021
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Monitoraggio strutturale continuo a fini antisismici

Abbiamo avuto già modo in un precedente approfondimento dedicato alla sicurezza delle infrastrutture di illustrare la condizione di pericolosa fragilità in cui versa il patrimonio strutturale del nostro paese e di individuare nella scarsa manutenzione la ragione primaria del suo pessimo stato di conservazione.
Abbiamo anche sottolineato come il monitoraggio strutturale sia strettamente connesso alla gestione del rischio, visto che il nostro paese è sensibilmente esposto ai rischi naturali di tipo sismico, idrogeologico e vulcanico.
L’Italia è uno dei paesi del Mediterraneo con il più alto rischio sismico per via del suo posizionamento di convergenza tra la zolla africana e la zolla euroasiatica; in 2500 anni è stata colpita da più di 30.000 terremoti di media e forte intensità e solo nel XX secolo sono avvenuti sette eventi sismici con magnitudine uguale o superiore a 6,5 (Fonte: Protezione Civile).
Sono numeri che rendono immediatamente evidente l’emergenza della vulnerabilità del patrimonio edilizio e la necessità di programmare un monitoraggio continuo del costruito per mitigare la pericolosità sismica ed evitare danni alle persone e al patrimonio e i conseguenti costi di intervento.

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In questa prospettiva le prove non distruttive svolgono un ruolo di fondamentale importanza nelle attività di controllo, verifica e valutazione del comportamento strutturale di un’opera, perché consentono di rilevare con prezioso anticipo eventuali anomalie e criticità potenzialmente pericolose per la sicurezza di persone e luoghi circostanti; le prove non distruttive consentono un monitoraggio continuo del costruito, durante tutto il suo ciclo di vita, dalla progettazione al collaudo e dal collaudo all’esercizio.
Il monitoraggio strutturale continuo a fini antisismici permette quindi di rilevare anomalie strutturali causate dall’azione sismica e di intervenire tempestivamente a riparo del danno.

Monitoraggio strutturale continuo a fini antisismici: detrazioni DL Rilancio

Il Decreto Legge 19/05/2020 n.34 (convertito in legge n.77 del 17/07/2020), meglio noto come Decreto Rilancio, ha stabilito misure urgenti in materia di adozione di misure antisismiche e ha introdotto il Superbonus 110% come percentuale di detrazione per le spese in interventi di riduzione del rischio sismico.
Come si evince dal comma 4-bis dell’art. 119 del Decreto Legge 19/05/2020, la detrazione riguarda anche la realizzazione di sistemi di monitoraggio strutturale continuo a fini antisismici.

La detrazione sarà riconosciuta a patto che la realizzazione di sistemi di monitoraggio continuo a fini antisismici sia congiunta a un’altra delle attività antisismiche previste dall’art.16 (da comma 1-bis a comma 1-septies) del Decreto Legge 4 giugno 2013 n. 63 (convertito in legge n.90 del 3 agosto 2013).

Monitoraggio strutturale continuo a fini antisismici: GEA SYSTEM

GEA SYSTEM

GEA SYSTEM di Novatest è un sistema di monitoraggio dinamico per la valutazione di danni strutturali e comfort abitativo conforme alle norme UNI-9614 UNI-9916 UNI-11634, una soluzione completa per la misura e l’analisi delle vibrazioni di infrastrutture nel settore civile. Questo sistema all’avanguardia consente di gestire un’ampia gamma di attività, che vanno dalle semplici misure di vibrazioni per valutazioni spot, allo sviluppo di reti di monitoraggio dinamico complesse.
Il Sistema GEA è basato su accelerometri triassiali digitali, distribuiti, a basso rumore di fondo (< 10 μg RMS nella banda 0.1-50 Hz) ed elevata dinamica (24 bit SigmaDelta AD converter). La digitalizzazione a bordo del sensore consente di installare reti di sensori (nella configurazione standard fino a 16 sensori) su aree di raggio pari ad 1km, garantendo dati privi di disturbi di natura elettromagnetica e/o triboelettrica tipica di sensori analogici. Questa caratteristica unita all’elevata robustezza del sensore (IP68 TUV Certified) e all’eccellente stabilità in temperatura rende il sistema GEA ideale per installazioni di sistemi di monitoraggio dinamico permanenti su larghe strutture quali ponti, dighe e similari.
La parte MEMS integrata nell’elettronica consente la funzione di auto-livellamento. Il convertitore AD integrato è dotato di amplificatore a guadagno programmabile per ottimizzazione range dinamico del sensore a seconda delle condizioni d’uso.

Se sei interessato a conoscere meglio le caratteristiche tecniche del prodotto e le sue funzionalità, richiedi subito una consulenza gratuita!

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