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La sicurezza del patrimonio infrastrutturale esistente

Ieri, tra Liguria e Toscana, è crollato il ponte di Albiano che collega Albiano Magra a Santo Stefano Magra:

un ponte di circa 300 metri, solitamente piuttosto trafficato, collassato su sé stesso, che nel crollo ha coinvolto due persone in transito sui loro mezzi.

Un incidente tragico che riporta in primo piano la questione della stabilità, della durabilità e della sicurezza del nostro patrimonio infrastrutturale; una questione che sicuramente ha l’emergenza di una risposta precisa e puntuale visto che in Italia ci sono circa un milione e mezzo di ponti di cui solo una parte soggetti a monitoraggi costanti.

Non solo, nel nostro paese esiste anche il problema della competenza della manutenzione: da un’inchiesta del Corriere della Sera del 2019 risulta che esistono circa 1500 viadotti di cui non è certa la proprietà e la gestione. Insomma, una situazione piuttosto complessa.

Di certo c’è che tutte le infrastrutture sono esposte al deterioramento, un deterioramento che può essere contenuto attraverso interventi programmati di manutenzione, adeguamento e rinforzo.

A questo scopo, anche il Ministero di competenza ha portato avanti negli anni il progetto di “Valorizzazione del patrimonio infrastrutturale esistente”, individuando tra i principali obiettivi proprio la qualità e l’efficientamento delle infrastrutture e la sicurezza.

Resta la necessità di un censimento che ci consenta di prendere coscienza degli interventi da mettere in campo e stabilire delle priorità di azione per far emergere i diversi livelli di sicurezza e criticità.

Si tratta di eventi eccezionali che pure nella loro eccezionalità fanno emergere la necessità di una costante valutazione del rischio e di un efficace metodo di ispezione e manutenzione.

Attraverso un piano di indagini visive preliminari per identificare i difetti e gli ammaloramenti più evidenti e la caratterizzazione dinamica strutturale si potrebbero raggiungere livelli di conoscenza adeguati per la pianificazione di interventi o controlli mirati a garantire la sicurezza delle infrastrutture al fine di scongiurare l’ennesima tragedia già scritta nelle pagine di cronaca italiane.

Tra gli strumenti operativi di cui oggi i professionisti del settore possono disporre per condurre misure e analisi sul deterioramento della struttura ci sono gli accelerometri, la tomografia ultrasonica e la radiografia digitale.

Per concludere, la questione della sicurezza è strettamente connessa sia con l’emergenza di un censimento del patrimonio da monitorare ed efficientare, sia con l’efficacia della strumentazione di cui i tecnici professionisti devono essere muniti allo scopo di limitare il rischio a tutela della sicurezza pubblica.

Pubblicato da:
Graziano Santilli
Sales Manager – Novatest S.r.l.

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